Archivio per Luglio 2008

TAX SHELTER E TAX CREDIT OK! (ma occhio all’UE…)

Luglio 24, 2008

E così dopo tanto penare le norme intestate cripticamente con binomi english: TAX SHELTER eTAX CREDIT, sono state reintrodotte con un decreto-manovra (binomio assolutamente italico questo) dall’attuale governo. Erano ancora fresche le polemiche dei CENTOAUTORI, associazione che raccoglie il meglio, o il meno peggio, nazionale tra autori, registi, sceneggiatori. Si era paventata  addirittura l’assenza da tutti i Festival dei film italiani ed erano state prese, attraverso comunicati, durissime prese di posizione nei confronti del Min BONDI e del governo attualmente in sella.

L’inversione di rotta consentirà al cinema italiano di poter avvalersi di concreti meccanismi economico finanziari sganciati da quella cultura assistenziale a fondo perduto che ha generato disastri sia nel concetto di mercato che di creatività. Ora starà alle produzioni, piccole medie e grandi, e alla loro capacità di fare sistema, di organizzare un mercato degno di chiamarsi tale. Ovvio che le ricadute positive pioveranno anche sugli autori o su chiunque intenda intraprendere nel cinema accettando sfide e condizioni che non saranno facili ma, con questi provvedimenti, meno impossibili.

La stessa associazione CENTOAUTORI ha rilasciato un comunicato dove pur auspicando una risistemazione generale del settore rileva la volontà di un reciproco dialogo attraverso la reintroduzione dei due provvedimenti. Si tratta obiettivamente di un momento importante per tutta la cultura nazionale. E’ da rilevare che, se pure con tempistiche e interventi contraddittori e faticosi, alla fine a questo “risultato” hanno in realtà contribuito gli schieramenti politici di entrambi i versanti.

Noi di KS (cioè io, mia madre che ieri gli si sono gonfiate le gambe…ma questa e un’altra storia, e Arnaldo il benzinaro) pensiamo che sia concretamente possibile un “rinascimento” dell’italico cinema che non riguardi solo picchi sorrentiniani ma che coinvolga una generazione di artisti, artigiani, critici e spettatori, di gente insomma che si vuole raccontare per potersi comprendere. La politica ha fatto un po’ del suo dovere stavolta ed è bene rilevarlo. C’è un piccolo grosso guaio all’orizzonte però ed è quello del vaglio UE. I provvedimenti potrebbero essere rubricati come aiuto di stato e quindi soggetti a restrizioni o a bocciature. Staremo a vedere. Per adesso registriamo questo dato positivo.

Ascirivicerci, alla prossima.

IL FESTIVAL DEL “CINEMADELSILENZIO”

Luglio 23, 2008

In rete uno dei siti più agili e interessanti rivolti al cinema italiano è senz’altro www.cinemadelsilenzio.it . Dal 26/7 al 2/8 organizzato proprio dagli artefici del sito (il solito gruppo di ex ragazzi appassionati) si svolgerà a MONTEFIASCONE (VT) un Festival che, giunto alla seconda edizione, già si ripromette di essere un appuntamento importante per quel cinema italiano  indipendente a Low Budget e spesso al di fuori dei canonici circuiti di distribuzione.

Ben otto i titoli peraltro già conosciuti. Ad esempio SFIORARSI di e con ANGELO ORLANDO e la bellissima e bravissima (confessiamo di avere un certo debole…) VALENTINA CARNELUTTI, protagonista anche in quel TU DEVI ESSERE IL LUPO di Vittorio Moroni che fu un caso cinematografico e “impose” un nuovo modello produttivo distributivo basato sulla vendita anticipata dei biglietti e la cooptazione di tutti coloro che lavorarono al film alle spese e agli eventuali ritorni. Inoltre si potrà vedere COVER BOY di CARMINE AMOROSO altro caso cinematografico che noi vedemmo alcuni mesi fa al RIFF.

Tra le cose interessanti una retrospettiva dei film di PATIERNO (per chi non ha visto un autentico capolavoro come PATER FAMILIAS, tratto da un opera letteraria, è una buona occasione) sarà presente lo stesso regista.

Molto articolata la manifestazione che include live musicali, dibattiti, incontri con personalità importantissime del nostro cinema da MONTALDO a NANNI MORETTI.

Per noi di KS quello che più conta è l’attenzione al versante OFF del cinema italiano al quale i “Silenzianti” hanno sempre dato grande spazio. Chi ci legge (praticamente nessuno…) sa quanta diffidenza e speranza riserviamo a questo nuovo spazio culturale scaturito dalla economicità del prodotto film dovuta alle conseguenze del digitale. Inoltre suscita molta curiosità questa intersecazione tra rete e festival, prodromi, a nostro avviso, di una sorta di largo patto per il cinema italiano che dovrebbe coinvolgere verso nuove possibilità creative-produttive-distributive tutti coloro che scommettono su un minimo di visibilità: dai blog ai cineclub, dalle scuole di cinema agli esercenti più coraggiosi, dagli autori che preferiscono associarsi sino alle realtà di autoproduzione. Insomma esiste un terreno dove poter far germogliare ipotesi di linguaggi, progetti, prospettive nuove e concretamente indipendenti, a patto che indipendenti non voglia dire ognuno per se stesso. Più che mai invece c’è bisogno di far confluire le creatività e l’aspetto organizzativo in una piattaforma, in una SCUOLA, oseremo dire, che formi un vero tessuto robusto in rado di reggere un movimento complessivo e non gli spasmi casuali di questo o quell’altro autore.

KS cercherà di seguire qualche giornata dell’evento e di riportarvela. Per maggiori informazioni potete contattare il sito soprariportato.

Ascirivicerci, alla prossima!!

LA PERFIDA ALBIONE!

Luglio 14, 2008

E’ difficile dire se la creatività è una cosa che abbia a che fare con il denaro. Esistono a tal proposito diverse scuole di pensiero. Certo, per un certo tipo di creatività il denaro è fondamentale. Questo è uno dei grandi limiti, o delle grandezze se volete, del cinema. Assistevamo ad un piccolo capolavoro inglese (tra le tante ottime cose diverse per genere, formato, linguaggio ma sempre di altissimo livello) ASHES TO ASHES, Fiction di lunga serialità, ispirato a sua volta da un altro Cult come L.O.M Life on Mars e ci domandavamo proprio questo. E’ indubbio che per creare, comporre, sostenere l’immagine e la parola ad un così alto livello figurativo e narrativo il fattore denaro è fondamentale. Tanto per essere chiari in C.S.I solo di dissolvenze si spende quanto un paio di puntate di una cosa italiana di budget medioalto, eppure lì in quella sala, al buio, mentre scorreva un piccolo capolavoro, mentre mi sentivo rispettato come spettatore, pensavo a tutte le volte che non lo ero stato. E mi sono posto la domanda se non lo sono stato per via del denaro o dell’idea, o meglio di qualcosa che sta ancora prima dell’idea cioè la volontà di porsi dinanzi ad un atto creativo con l’intenzione di rispettare profondamente sia il mezzo espressivo che chi ne riceverà il risultato.

Ciò che ci appare malato, e non parliamo solo di cinema ma anche di letteratura ad esempio, è qualcosa che sta molto prma dell’idea; una specie di inquietante indagine di mercato dentro il nostro inconscio collettivo il cui atto finale è una naturale classificazione merceologica che relega noi tutti a meri fruitori inconsapevoli e allevati per rimanere tali. Per questo quando come spettatori, lettori, ci sentiamo rispettati, avvertiamo in altre parole che al di qua dell’atto creativo c’è una esigenza di comprensione qualunque essa sia: degli altri, delle cose, di noi stessi, proviamo un sentimento disturbante. Quasi fossimo in qualche maniera offesi!

Il denaro e un lavoro come ASHES TO ASHES (praticamente la storia distopica degli infiniti piani di realtà o di immaginazione che esistono tra un secondo prima di uno sparo e quello dopo, figurativamente a cavallo tra il metal hurlant alla Moebius e le Valigie di Tulse Lauper) hanno certamente una correlazione decisiva. Una cosa del genere noi non possiamo farla! Ma, non possiamo farla perchè non abbiamo il denaro o perchè non abbiamo neppure l’idea? O meglio non abbiamo neppure ciò che sta ancora prima dell’idea, quella necessità di fonderci in un mistero collettivo e di tentare di raffigurarlo? Temiamo che la seconda ipotesi sia quella più verace. Perchè, se fosse vera la prima (senz’altro reale ma non “vera”) oseremo comunque qualcosa. Gli autori, nonostante tutte le regole e i limiti del mercato, vincono sempre. Ma è proprio dagli autori che questa necessità, questo bisogno di spingere l’immagine un fotogramma più in là di offrire alla parola non la facile strada dell’ovvio ma un sentiero meno battuto, non ha la potenza che sarebbe auspicabile.

Ma noi, come spettatori, come cittadini, come uomini e donne di questi confusi tempi cosa chiediamo alle immagini, ai narratori. Forse chiediamo semplici rassicurazioni. Forse in questi tempi spaventati non chiediamo che la rassicurazione, una rassicurazione generica, uniforme, per tutti e per ciascuno. E chi fa indagini di mercato lo sa e questo ci offre. Allora l’inquietante, il diverso, il difforme, il perturbante lo dobbiamo trovare dai pochi che ancora lo temono e per questo lo raccontano.

Ci siamo alzati un pochino più spaventati. Ma ancora vivi. Mentre l’investigatrice  a cui avevano sparato cercava tra le milioni di porte possibili della realtà quella che doveva riportarla alla festa di sua figlia. Anche noi in fondo non facciamo che questo.

Ascirivicerci, alla prossima

DAL RFF, PRATICAMENTE IN DIRETTA

Luglio 8, 2008

Vi scriviamo cari amici vicini e lontani praticamente in direct! Da poco si è conclusa in sala 3 del cinema Adriano in Roma la proiezione di BORIS fiction seriale italiana diventata di culto. Moltissima gente in sala. Molti ragazzi. Presente anche il cast.

Noi di KS (io, mi madre e Arnaldo il benzinaro) non avevamo mai visto nessuna puntata. Arnaldo ha detto che rispetto a come se ne parla si aspettava di più. Io pure effettivamente…Più che altro è il tracimante talento di Corrado Guzzanti a tenere su la cosa; c’è un po’ di sano turpiloquio romanesco, una buona idea di fondo, (praticamente sono le vicissitudini satirico grottesche di una troupe durante la lavorazione di una soap) di soggetto intendiamo, un po’ di cattiveria che non è così tanta e non è proprio cattiveria, il tutto in digitale, low budget come si dice.

Certo rispetto al linguaggio piatto e inconcludente della fiction italiana questa cosa spicca per originalità. Sino ad ora è stata la fiction più vista e apprezzata dal pubblico. Puntate di una trentina di minuti. Ma non si può certo parlare di qualcosa di veramente innovativo così come viene presentata. In realtà ci è parso un lungo sketch di Guzzanti supportato da altri ottimi attori, Paolo Calabresi ad esempio, ma non molto difforme da cose come L’Ottavo Nano o altre di quello che certamente è tuttora il più grande talento di comicità grottesca e nel contempo popolare.  Comunque buoni segnali di apertura mentale, produttiva, autoriale. Frutti di un bouquet produttivo distributivo che si è ampliato e che cerca nuove sensibilità.

Ecco, nonostante certe cose orripilanti che stiamo vedendo, c’è una sensazione di nuove possibilità, di unìattenzione verso ciò che è creativo, difforme, diverso. E’ un bella sensazione. Ne riparleremo prestissimo.

Ascirivicerci, alla prossima!

IL “NOVO” AUTORE

Luglio 6, 2008

Realizzando una piccola inchiesta sui Regional Fund e sulle Film commission, segnatamente quella del Piemonte  e che presto pubblicheremo qui o su un nuovo spazio all’interno di un importante portale dedicato alla sceneggiatura (vedremo), abbiamo trovato conferma ai nostri sospetti. I nostri sospetti riguardavano le famose quattro cartelle degli anni sessanta, quelle che bastavano per sfondare magari, per convincere qualche avventuroso produttore, per iniziare un percorso autoriale.

Nei consolidati tempi nostrani dove tutto è filtrato da un non disinteressato burocratismo essere autori, o meglio “Novi Autori” significa qualcosa più vicina all’ingegneria che alla creazione artistica in senso dannunziano. Per far tirare fora i sghei ai compratori, alla committenza, questa vuol vedere piani, progetti. Si è passati dunque dall’essere soggettisti, all’essere progettisti di un opera.

Ciò significa conoscere tendenze, mercati, committenze, significa saper sezionare il testo in voci dove il plot e le sue varianti prospettiche rappresentano solo una parte di ciò che si deve offrire. Tenere conto del product placement ad esempio e segnalare, già nel testo, nel PROSOGGETTO (Abbiamo inventato questo neologismo di cui abbiamo il brevetto!!! Lo ha inventato Arnaldo, il benzinaro sotto al condomigno mio appassionato di filmi e cofondatore di KS.com) le potenzialità commerciali di marchi e il loro inserimento nella costruzione dell’opera.

Anche per ciò che riguarda il testo vero e proprio sempre di più si va diffondendo una necessità di chiarezza espositiva quasi notarile: suddivisione fra trama e personaggi, potenzialità visiva, uso di location, e in definitiva tutto quello che si può estrapolare dalla storia per elencarlo autonomamente. Questo nuovo modo di scrivere testo per immagini e figlio della scritura per la fiction, per la pubblicità ed è anche dovuto alle richieste dei finanziatori che amano lavorare più che sulle idee astratte su progetti riconoscibili.

Immaginiamo quindi questo NOVOAUTORE non utilizzare più gli A4 bianchi da riempire per effetto di sue fantasie scoordinate e travolgenti bensì utilizzare prestampati, vera e propria modulistica con voci da riempire, con progettualità da definire. Solo in apparenza questo NOVOAUTORE può sembrare il risultato di una ministerializzazione della creatività. In realtà gli è richiesto di intendere prodotto il suo lavoro non come fase embrionale di un qualcosa che si farà bensì in quanto capace di cogliere situazioni e potenzialità. E per prodotto intendiamo il senso nobile del termine, cioè la capacità attraverso l’ingegno e la conoscenza di arrivare ad un qualcosa di utile e fruibile per tutti.

Noi auspichiamo questo novoautore  e, del resto, è lo stesso mercato dell’audiovisivo che lo richiede. Tutto ciò non ha nulla a che fare con un’ ipotetica ingessatura della creatività, anzi, a nostro avviso, all’avviso mio, di Arnaldo il benzinaro e di mia madre ovvero tutta la red di KS, questo autore più consapevole, più competente, controllerà meglio e più profondamente proprio l’aspetto creativo, metatestuale dello scrivere per immagini.

Ci incuriosisce questo FORMATO, questo MODULO che abbiamo immaginato in cui il PROSOGGETTISTA disegnerà in piano e in sezione tutta la sua opera, l’edificio. D’altro canto è la stessa figura isolata e monastica dell’autore ad essere messa in discussione. All’autore è richiesta sinergia con la Produzione, la capacità di fare impresa, di lavorare ancora una volta in termini di progetto.

Tutto molto distante dai convivi, dalle Hostarie rimpiante, dai Caffè dove geniali e iracondi guitti scrivevano una parte della storia d’Italia senza accorgersene (se l’avessero fatto avrebbero subito smesso, crediamo). Qualcuno pensava che quel genio durasse per sempre, ci si era fatta l’abitudine, poi son venuti i tempi duri, e quelli tuttora durissimi. Forse per salvare e riscrivere un’altra storia ci vorrà un prestampato, un lavoro di ragionieritura, da un altro modo di essere Caffè! Sicuramente da un altro autore. Il vecchio non è buono più. Il vecchio al massimo sarebbe in grado di scrivere buone storie, grandi storie. Ma chi ha voglia di leggere o conoscere buone o grandi storie: ce ne sono così tante, presunte o tali, che mercato non ce n’è. C’è fame di ingegneri invece, o almeno di buoni geometri.

Ascirivicerci, alla prossima!!