STEFANO ODOARDI è un regista di Lanciano (CH) che per “campare” è dovuto migrare in Olanda. Già questa è una storia detta così. Ma non è una storia olandese. E’ una storia italiana. Sì, perchè, UNA BALLATA BIANCA, film che Zio Pasolini avrebbe certamente classificato tra quelli di Poesia, al cinema, nelle sale, in Olanda lo hanno potuto vedere, qui, invece, è passato di sguincio e di sghimbescio in alcune sale d’assault (citiamo il DEI PICCOLI a Villa borghese, a Roma) per tempi brevi e con date di scadenza da stracchino.
E dire che UNA BALLATA BIANCA (la storia di una coppia anzianissima, attori non professionisti, e l’accompagnamento verso l’estremo viaggio che si fanno l’un l’altro) è uno di quei pochi film che tratta una quisquilia da niente nel cinema come le IMMAGINI e un argomento da niente come la morte. E’ un film che parla per immagini e che si pone in una linea narrativa ardua, non omologata, che cerca un mondo figurativo, che prova ad innalzare il testo sino ad un’altezza poetica. Un film di immagini e di parole dunque, così esposto sembra banale ma, negli ultimi dieci vent’anni non si è cercato di lavorare dipsperatamente contro le immagini, e idem contro le parole? A parte sporadicissimi casi (Sorrentino, Crialese) il senso che una scena, una sequenza, un’inquadratura debbano da sole, per esse stesse, divenire linguaggio, comunicare e ribaltare il punto di vista convenzionale, è qualcosa che pare ignoto, addirittura deleterio in alcuni casi. L’ultimo cinema italiano che ricordiamo in questo senso è quello di PIAVOLI dopodiche gli autori hanno preferito le scuole di sce(m)eggiatura, i “corti” , le fiction in carta carbone agiobiografiche. Di un cinema diverso non c’è stata più traccia, nessuna possibilità di esistenza in nessun tipo di circuito.
Per il cinema di POESIA quindi nessun futuro? A questa domanda può rispondere solo un minimo movimento organizzato che sia in grado di garantire spazi, anche minimi, ma fissi e di costante riferimento. Da tempo KINESCRIVERE (una volta mioblog ora wordpress…) si batte per un circuito alternativo almeno in due città come Roma e Milano. La ricchezza del cinema francese rispetto al nostro, ad esempio, è proprio questa: tutelare cioè le molteplici forme di espressione artistica cinematografica, capire che un sistema vivo, produttivo, sano esiste perchè c’è un movimento che include anche tentativi noncommerciali, extracommerciali, forme d’arte “a fondo perduto”. La problematica è la stessa per il cinema indipendente e i Festival rappresentano solo una risposta fittizia e fine a se stessa così come quei coraggiosi esercenti che ospitano opere “aliene” in modo sporadico e occasionale.
Insomma UNA BALLATA BIANCA (film girato in larga parte in Abruzzo, presso Guardiagrele vicino Chieti) è un film che andrebbe visto e pure non lo si può vedere. Significa che da qualche parte c’è un corto circuito. Noi vi invitiamo a cercarlo (coi film funziona così ormai…) ma soprattutto invitiamo qualcuno in questo strano ma affascinante paese a creare forme di “ALTRAVISIONE” in riconoscibili luoghi (leggi SALA) e tempi. Ecco! Da oggi Kinecrivere.wordpress.com si batterà per la creazione di un CIRCUITO ALTRAVISIONE. Logistica necessità per uno stabile cinema alternativo.
Ascirivicerci, alla prossima!