Archivio per Febbraio 2009

CLOSE UP – STORIE DELLA VISIONE

Febbraio 27, 2009

Riceviamo da parte dell’interessante rivista quadrimestrale fondata da Giovanni Spagnoletti una mail in cui si delinea la possibilità di una chiusura per motivi strettamente economici. CLOSE UP – STORIE DELLA VISIONE (edizioni Kaplan) è una pubblicazione che potremmo definire appartenente a quel filone di neocritica che per ragioni lunghe ora da discutere non è mai riuscita a innalzarsi a un livello tale da rappresentare una controparte, un riferimento di cui il cinema italiano dovesse tenere conto.

La rivista però è di qualità e per un blog come il nostro che privilegia il versante scrittura ne ricordiamo, ad esempio, il numero 20 “Il cinema che scrive. Nuove modalità dello sguardo cinematografico”.

Insomma  se dovesse sparire questa voce ci roderebbe un poquito il chiccherone (come notoriamente dicono a Bolzano) quindi KS (e siamo certi anche i nostri famigerati 24 contattisti bastardissimi) invita a consultare il sito Kaplan (linkato alla vostra destra) per saperne di più sulla rivista ed eventualmente sostenerla.

Come dice un proverbio tibetano famosissimo “Meno voci, meno opinioni, più EX e cinepanettoni!”.

Ascirivicerci, alla prossima!

EX: LA NEW COMEDY ITALIANA?

Febbraio 13, 2009

FAUSTO BRIZZI, MARCO MARTANI e MASSIMILIANO BRUNO sono (in) giustamente noti per i famosi cinepanettoni. Film che, che piaccia o no, incassano e sono realtà commerciali importanti in un settore che registra pochi “attivi” di bilancio tra le opere che escono ogni stagione.

Palestra molto meno semplice di quel, che alla resa, potrebbe sembrare, la “scuola” cinepanettonara è stata importante per questi (ancora per poco) giovani autori. Seppure il livello delle battute e delle situazioni fosse oggettivamente basso, da quei film, i tre e in particolare Brizzi, hanno certamente appreso e affinato quel Topos narrativo, nella commedia ma ultimamente riscoperto anche da una neodrammaturgia, che è il movimento dei personaggi: l’apparizione e la sparizione di storie che si incastrano e si slacciano seguendo equilibri e bilanciamenti utili per portare avanti la e le vicende.

Il Movimento a QUADRIGLIA dei protagonisti ,oltre che la bontà di fondo dell’idea secca (facile riconoscersi, immedesimarsi), rappresentano le cose migliori di EX (anche questo accreditato di sostegno MiBac) commedia dal cast ultranoto che sta realizzando incassi davvero notevoli.

Va detto a pregio di questo film che gli autori hanno cercato nello script l’introduzione di elementi drammatici contrapposti ai toni della commedia. Qui più che un debito alla commedia all’italiana ci è parso che i tre abbiano guardato a quelle perfette macchine da narrazione che sono rappresentate dai film di genere americani ma soprattutto inglesi dagli anni novanta in poi.

E’ nel congegno, nell’Orologio del racconto lo sforzo più evidente. Senza facili pregiudizi noi di KS (cioè sempre io, mi madre e Arnaldo il benzinaro di Torpignattara) abbiamo apprezzato questo e la determinazione di evitare volgarità o le soluzioni più semplici.

Certo, rispetto al genere “italiano” manca completamente tutto lo sfondo sociale; i protagonisti si muovono in un clima abbastanza estraneo di borghesia alta ,scevra da problemi economici, residente in loft, che lavora in case editrici o fa il pubblicitario, che si scandalizza freddamente, all’americana. Insomma non c’è il disgraziato, il famigerato “disgraziato” che dalla commedia dell’arte sino al bullo miserabile interpretato da Verdone è pane del nostro modo di ridere o di sorridere.

L’influenza anglosassone, di altissimo livello dalle fiction alle sit, per arrivare ai lungometraggi, è indubbiamente quella che ha contagiato i tre sceneggiatori. Ora noi non sappiamo dire se questo modo di fare commedia appartenga alle nostre tradizioni culturali, o se dobbiamo adeguarci a una leadership corrente imitando e studiando Quattro Matrimoni e un Funerale e via discorrendo. Certo questa generazione di scrittori per immagini è figlia di Friends non certo de I Soliti Ignoti.

Saremo arretrati, saremo obsoleti, eppure guardando EX, pur riconoscendo un grande lavoro di script, pur trovando il film sufficientemente godibile, ci è parso che fosse qualcosa che non appartenesse del tutto a noi, alla nostra storia, a ciò di cui, che piaccia o no, siamo figli. Ci è parso che fosse, in parte, roba d’altri. Solo una sensazione, niente di più. Più che prodotto italiano ci è sembrato un figlioccio un po’ rachitico dell’Albione (non perfida!) che tanta fascinazione crea ai neoautori sostenuta da uno stuolo di scuole e manualistica e dalla colonizzazione televisiva.

Se questa è la Nuova Commedia italiana consentiteci di esprimere qualche perplessità riguardo alla debolezza di una cultura “nostra”; all’estremo imbarazzo degli autori a reinventare e vivificare il linguaggio che più ci appartiene, alla difficoltà di leggere i tempi di questo paese così frammentato e con una identità praticamente distrutta.

Così come accadde con I Telefoni Bianchi quello che adesso esprimiamo è un subappalto di schemi e soggetti gradevoli, simpatici, anche riusciti, ma incapaci di afferrare la realtà per farne maschera.

Così, dopo questo film, dopo aver visto EX, tornati a casa, insopprimibile ci è venuta la voglia di caricare il VHS di A CAVALLO DELLA TIGRE (così, tanto per vederne uno) con tutta quella sana cattiveria e quella miseria urbana e quei personaggi nati sconfitti che erano un nostro modo di vincere.  Di fare Commedia. Di guardarci attorno.