QUESTIONI DI CUORE: CONSIDERAZIONI SU UN FILM SCRITTO BENE

By kinescrivere

Anche se un po’ simile a UNO SU DUE (Sceneggiatura di Francesco Cenni, Michele Pellegrini nonchè della coppia Cappuccio, regista, e Gaudioso) il film di Francesca Archibugi è un esempio di film “piccolo” compatto, curato nella scrittura, con un soggetto forte alla base. La Archibugi si era specializzata nella narrazione di un certo cinema di atmosfere, di rapporti, di crescite, molto attento ai personaggi ai loro mezzi toni, ad un certo perpetuo essere al limite senza strepiti. Fummo invero molto delusi da LEZIONI DI VOLO, l’ultimo suo lavoro, pretenzioso, retorico come sempre  o quasi sempre è il nostro cinema quando se la vuole fare con l’India, l’Africa, terzimondismi afflitti da striscianti ipocrisie risolte con autoflagellazioni apocrife.

Qui torna all’ovile (più che mai visto che il film è ambientato addirittura al Pigneto, noto quartiere romano ricco di fermenti e contraddizioni) parlando di uomini e cose più conosciute che manovra tramite anche il bel romanzo di UMBERTO CONTARELLO (famoso sceneggiatore) da cui la pellicola prende importanti spunti. Non che manchino le arditezze, le volontà di inserire frame onirici o autoironici (i cinematografari che interpretano loro stessi: Verdone, Sorrentino, Virzì e altri in un piccolo cameo) forse di eccessi anche e soprattuto nel personaggio interpretato da Antonio Albanese, uno sceneggiatore in crisi, però è notevole la compatezza del testo nel raccogliere un assieme sociale e individuale fornendo un linguaggio svariato ma credibile.

E’ un film con il quale è facile aderire emozionalmente, in cui il conflitto dei personaggi è naturale e non forzato e il loro bisogno di comprendersi risulta verace, concreto, quasi necessario. Lo sfondo di un quartiere popolare come il Pigneto, notevolmente fotografato in una pasta caleidoscopica non eccesivamente satura, quasi virata in un costante crepuscolo rosato, non è un orpello intellettual- pasoliniano ma configura una quinta in cui i due personaggi principali (Albanese di cui abbiamo già parlato e Kim Rossi Stuart che interpreta un meccanico fatalista, entrambi uniti dalla malattia ma con destini diversi) trovano un senso più profondo.

Un film di dettagli popolari  come capitava al miglior cinema italiano. Sinora, in questo duemilanove, è la cosa migliore che abbiamo visto. Con ciò esponiamo anche delle perplessità. La principale riguarda la contaminazione che si propagano i due personaggi. Alla fine resta uno strano senso di “non sufficiente contagio”, la non capacità a livello di scritura di usare tutte le ottime premesse drammaturgiche in una soluzione morale (non moralistica o moraleggiante!) convincente. Permane un fastidioso senso di inerzia rispetto al potenziale di contrasto tra le due vicende.

Inoltre il rapporto tra i due viaggia in un clima di idillio semicostante. Non c’è insomma quella montagna russa di attese e disattese, di comprensioni e incomprensioni che avrebbero teso ancora di più le prospettive, le visioni, le condizioni profonde dei personaggi principali e il loro rapporto dialettico con le proprie realtà di appartenenza e su quelle prossime. C’è quel continuo, disturbante, fastidioso, clima di buonismo corretto e virtuoso che rappresenta uno dei mali endemici della nostra scrittura.

Ciò detto lo sguardo testuale e visivo ci restituisce un cinema importante versato alla scansione di un mondo urbano e privato in continuo movimento eppure uguale da sempre. Lo sguardo terribile di Kim Rossi Stuart che osserva la morte da un balconcino popolare affacciato su una piazza abitata  da adolescenti figli esatti dell’odierno è un momento di cinema e di espressività artistica importante. Un momento semplice, chiaro, inquadrato seccamente nel suo contesto complessivo.

Di questi tempi sarebbe già bastevole ma nel film c’è dell’altro, e molto buono anche. Infine vorremmo segnalare le interpretazioni, a nostro modestissimo avviso notevolissime, di Rossi Stuart e di Micaela Ramazzotti capaci di rendere il quotidiano d’ una semplice coppia di periferia alle prese con qualcosa di più grande di loro.

ascirivicerci alla prossima !!

PRESTO SU KS UN LUNGHISSIMO POST DEDICATO COMPLETAMENTE AL SOGGETTO!!

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